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Striscia e l'universo additivi. Dalla polemica alle analisi |
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di Chiara Rizzo |
Le “rivelazioni” di Striscia la Notizia sugli additivi nella ristorazione sono state un bene perché hanno posto al centro dell’attenzione il problema della trasparenza ma hanno creato una gran confusione perché la reazione dei media è stata superficiale e disinformante. Proviamo a fare chiarezza.
Il polverone mediatico sollevato dallo squadrone di Ricci non si è certo acquietato in poche settimane ma sta avendo conseguenze persino preoccupanti che hanno coinvolto addirittura il Governo. La superficialità nelle informazioni e, purtroppo, anche nelle conoscenze di troppi addetti ai lavori, e la voglia di farsi notare da parte di qualche politico molto avventato (per usare un eufemismo) stanno rivelandosi un pericolo concreto per un settore, quello della ristorazione, che è già nella confusione per conto suo. Non è difficile far leva su un pubblico che è già sconcertato dai prezzi di alcuni ristoranti corrispondenti, spesso, a una settimana di lavoro di un operaio. Certo, ci sono ristoratori che puntano sul sensazionalismo, sullo stupire fine a se stesso e fanno pagare il nulla con la presunzione di proporre un’“opera d’arte” che, come tale, non avrebbe un prezzo legato ai costi e alla fatica.
Per costoro, capaci di accreditarsi come artisti presso troppi addetti ai lavori non sempre competenti, il rispetto della natura, della salute e persino dell’effettiva gradevolezza dei piatti è un inutile optional. E non hanno scrupolo a servirsi di scorciatoie, additivi chimici compresi. Ma ci sono pure ristoratori che fanno pagare molto perché effettivamente danno molto: prodotti eccezionali costosi di per sè o per la difficoltà di reperimento, una tecnologia all’avanguardia, un servizio impeccabile ma dispendioso in quantità di personale, preparazioni e presentazioni laboriose ma non fini a se stesse bensì capaci di offrire godimento autentico, sapori e profumi provati e riprovati fino a ottenere uno straordinario equilibrio. Questi sono creativi sul serio ma non si autonominano “artisti” per aumentare i prezzi, hanno prezzi alti perché ciò che fanno costa. L’operazione di Striscia la Notizia, aldilà della volontà degli autori, ha generato sfiducia, o peggio, nei confronti di tutta la ristorazione. Uno dei motivi è l’utilizzo, da parte della trasmissione Tv e soprattutto di troppi improvvisati commentatori, di molti termini in modo improprio, a cominciare da additivi e cucina molecolare.
L'articolo di Guido Stecchi, Direttore di Sapori d'Italia, continua su http://www.sapori-italia.it/striscia-e-l-universo-additivi-dalla-polemica-alle-analisi.php
Link di riferimento: sapori-italia.it
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