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Conosciamo le piante autoctone: il MELO FIORENTINO |
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di Valerio Gallerati |
Buongiorno, salve a tutti.
Mi presento. Il mio nome è Valerio, ho 40 anni e sono un appassionato di flora autoctona, cioè di piante spontanee della nostra bella Italia.
La mia attenzione, nel corso degli anni, si è andata concentrando sulle piante legnose, sia arboree che arbustive, e trovandomi a corto di attività, ho pensato di fare della mia passione il mio mestiere. E' così che è nato il vivaio Vita Verde, dove dal 1997, produco piantine forestali da rimboschimento e piante autoctone Rare.
Proprio in quest'ultima categoria è collocabile la pianta di cui vorrei parlarvi in quest'articolo, Il MELO FIORENTINO(Malus florentina Zuccagni Schnaider).
Viene detto anche melo Ibrido per la sua particolarissima foglia che si presenta palmata, simile a quella di un biancospino o, per i più esperti, di un sorbo ciavardello. Il Melo fiorentino ha un portamento eretto, da piccolo alberello o grande cespuglio. Può raggiungere gli otto metri di altezza, ma di solito in natura non supera i tre. Produce dei bellissimi fiori bianchi con pistillo e stami giallo oro, da cui originano delle piccole mele, dalle dimensione di una ciliegia, molto profumate e buone se consumate ammezzite come le sorbe. In alternativa possono essere cotte o trasformate in marmellate. Ma la caratteristica che fa del Melo fiorentino una pianta molto interessante è certamente l'aspetto ornamentale. L'alberello ha una crescita decisa ma moderata, è rusticissimo e non sensibile a malattie, adatto all'argilla e agli altri terreni pesanti, non teme ristagni idrici invernali e ben sopporta caldo e siccità estive. Si presenta ordinato, a crescita sub colonnare, il fogliame è variopinto sin dalla primavera, con venature rosa e rosse dei germogli e delle giovani foglie, ma è soprattutto in autunno, prima della caduta, che il fogliame assume colori molto accesi, dal giallo all'arancione, dal rosso al viola.
Oltre a tutte queste belle caratteristiche, possiamo aggiungere senza tema di smentita, che stiamo parlando di una pianta rara, che i più non hanno nemmeno mai sentito nominare e che è tipica del nostro territorio, trattandosi di un ENDEMISMO italo-balcanico.
Insomma una alternativa degna a quelle innumerevoli varietàasiatiche o comunque esotiche, che non hanno nulla a che vedere con la nostra terra.
Cordiali saluti a tutti
Valerio Gallerati
vitaverde@vivaiovitaverde.it
Link di riferimento: pianteautoctone.com
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